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i rifiuti a Roma come lo scudetto della juve, è sempre “piove, governo ladro!”

Cosa mai potrà potrà legare il problema annoso dei rifiuti a Roma allo scudetto della Juventus (vinto anche se manca l’ufficialità sancita dall’aritmetica)?In realtà c’entra e come. Ci entra in quanto “il giochino della ricerca del capro espiatorio” è sempre più diffuso e, a nostro giudizio, sempre più un alibi del fatto che non si inquadra il problema nella misura corretta. Partiamo dalla Juve per sviluppare una metafora che entra in tackle nella res civica.

Tutti puntano il dito sulla solita “vittoria aggiustata” a Milano contro l’Inter. L’arbitro doveva espellere Pjanic, addirittura Spalletti “appositamente” ha tolto Icardi per Santon (che ha ricevuto addirittura minacce di morte. assurdo!), il quale “fa fare il gol del pareggio” prima e poi, sempre dal suo lato, si sviluppa l’azione del clamoroso 3 a 2 finale per i bianconeri. La Juve va +4 (momentaneamente) in attesa che il Napoli giochi a Firenze e si riporti (vincendo) sotto a solo -1 punto. Mancherebbero poi ancora 2 giornate con l’insidiosissima trasferta a Roma per La Juve. Insomma sarebbe tutto da giocare.

Ma il Napoli perde a Firenze 3 a 0 e poi pareggia in casa col Torino. Insomma il Napoli, da solo, in 2 partite si perde ben 5 punti per strada, va -6 e regala di fatto lo scudetto alla rivale. Le 2 giornate mancanti sono ormai irrilevanti. Invece di fare la propria parte, mettere quella grinta, quella carica agonistica (diciamolo: le palle!) per andare a strappare con tutta la città dietro che spinge lo scudetto “all’odiata Juve”, il Napoli neanche se la gioca. Un harakiri clamoroso.
E allora è colpa dell’Inter, di Spalletti, di Santon, dell’arbitro, etc.? Ma tranne di chi, tra società, allenatore e qualche giocatore magari con necessità di leadership, ha fatto quasi tutto bene e poi è miseramente crollato proprio sotto il peso di aver fatto quasi tutto bene.

Il capro espiatorio. Appunto.
I rifiuti si diceva.
Vale lo stesso discorso. Ci lamentiamo perché il sindaco di Roma non interviene, non risolve il problema. E non entro nel merito, probabilmente avrà la sua responsabilità, ma non è questo il punto. I netturbini, stanno a casa o battono la fiacca invece di lavorare… Insomma siamo tutti con il ditino puntato verso chiunque. Assistiamo a stucchevoli accuse (non fai niente) e contro accuse (non è colpa mia, ho ereditato la situazione) e intanto Roma è sommersa dalla spazzatura, dal degrado e dall’inefficienza. Responsabilità delle amministrazione precedenti? Certo. Di quella attuale. Chiaro! È colpa dell’arbitro e dell’allenatore dell’altra squadra…

Ma io cosa faccio?
Intorno a me in pochissimi si impegnano per la differenziata, perché è una rottura di palle. E se devo buttare una batteria o dell’erba appena tagliata dal mio giardino o una lavatrice o una vecchia stampante, la butto dove capita non certo nell’isola ecologica (che sono aperte tutti i giorni, domenica inclusa). È più facile usare un capro espiatorio, che fare la propria parte, per me, i miei concittadini e per le generazioni che seguiranno. E fare un passetto in più, iniziare uno sforzo in più del dovere è fare la propria parte e questo è già iniziare a lavorare per il bene comune.

di Giuseppe Misale, Esperto di marketing

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